Cos'è questo?

Questo blog nasce come risposta all'esigenza di combattere contro la quotidiana negatività che mi circonda e che mi rende infelice.

Scrivo al singolare, ma sono sicuro che, come me, anche molte altre persone siano in qualche modo sopraffatte dal pessimismo, dalla bruttezza e dalla violenza che ci circonda.

Guerre, distruzione, discriminazione, omicidi, bullismo, sfruttamento e morti sul lavoro, malattie, incertezza verso il futuro, povertà, miseria, abusi di potere e corruzione. Ogni maledetto giorno dobbiamo affrontare (e sopportare) tutto questo, dal primo istante in cui apriamo gli occhi fino all'ultima immagine che il nostro cervello cattura prima di cadere, esausti, in un sonno inquieto ed agitato.

Pensare positivo

Non sono uno psicologo e non mi intendo in nessun modo di psicologia e materie affini. Tuttavia la mia intera vita è dominata da una continua, profonda introspezione. Non passa un solo istante in cui non mi sorprenda ad ascoltare la mia voce interiore, a discutere con me stesso, a fare rielaborazioni del passato e proiezioni verso il futuro più o meno prossimo.

Si tratta di un continuo dialogo, a volte estenuante, che non mi lascia tregua.

Leggendo qua e là su diversi libri ed ascoltando gente del mestiere, ho imparato che i nostri pensieri hanno la straordinaria capacità di influenzare non solo il nostro stato d'animo, ma anche la nostra salute psicofisica. Due persone apparentemente simili, con una situazione economica, lavorativa e familiare paragonabile, possono essere totalmente diverse in termini di benessere mentale soltanto perché pensano in maniera differente.

Pensare positivo non vuol dire essere sempre, ciecamente ottimisti. Vuol dire, invece, attenersi alla realtà dei fatti, vivere il presente, senza lasciarsi dominare dall'ansia.

Qualche giorno fa mi è capitato di vedere uno dei milioni di meme condivisi quotidianamente sui social. Recitava più o meno così:

Se hai rimorsi vivi nel passato, se sei ansioso vivi nel futuro.

Il resto purtroppo non lo ricordo, ma aveva comunque senso.

Una routine positiva

Avere una routine non vuol dire essere monotoni, ma affrontare le giornate senza dover ogni volta improvvisare o fare le cose di fretta. La necessità di improvvisare, secondo me, provoca ansia. Certo, un imprevisto può sempre capitare, ma è, per l'appunto... un imprevisto.

Come si costruisce una routine salutare? Boh, non lo so, ed è per questo che c'è questo blog: per stabilire e perfezionare una routine, per tracciare i progressi, rilevare gli errori e correggerli progressivamente.

Una prima cosa da mettere in questa routine, quindi, è la scrittura di brevi articoli, al mattino o alla sera, per mettere nero su bianco (o bianco su nero) qualche pensiero su cosa ha funzionato e cosa no.

To be continued...

Tutto questo sito è un work in progress, che spero riuscirò a portare avanti con determinazione e regolarità.